“Sussidiarietà e…salute. Rapporto sulla sussidiarietà 2025/2026”

 

Il 19 febbraio 2026 si è tenuta, presso la Sala Regina della Camera dei Deputati, la presentazione del 19esimo Rapporto della Fondazione per la Sussidiarietà, denominato “Sussidiarietà e…salute. Rapporto sulla sussidiarietà 2025/2026” (Scaricabile cliccando qui)che ha visto intervenire sulla tematica importanti figure del panorama sanitario e non.

Protagonisti dei saluti istituzionali sono stati Lorenzo Fontana, Presidente della Camera dei Deputati, Orazio Schillaci, Ministro della Salute, Maurizio Lupi, Presidente Intergruppo Parlamentare per la Sussidiarietà e Luca Antonini, Vicepresidente della Corte Costituzionale.

Fattor comune di questi interventi è stato, senza dubbio, la rilevanza della sanità (o meglio della salute) come elemento caratterizzante la risposta nel nostro paese ai bisogni primari dei cittadini. Si è provveduto a sottolineare, soprattutto, come mantenere questo servizio sia indispensabile per garantire la democrazia, ma soprattutto come patrimonio da salvaguardare e valorizzare.

La presentazione del Rapporto è stata affidata a Giorgio Vittadini, Presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, Antonello Zangrandi, Professore ordinario dell’Università di Parma e Pierciro Galeone, Direttore IFEL.

A commentare il Rapporto, animando il dibattito finale, sono stati poi Americo Cicchetti, Commissario Agenas, Beatrice Lorenzin, Senatrice già Ministro della Salute e Daria Perrotta, Ragioniere Generale dello Stato.

Il Rapporto è strutturato in quattro sezioni, introdotte dal contributo del Prof. Antonini su “La Corte costituzionale e la tutela della salute”, chiave di lettura dell’intero Rapporto in quanto focalizza l’attenzione sul valore dell’universalismo in sanità e sulla necessità che questo principio costituzionale venga praticato e vada ad ispirare tutte le politiche conseguenti. Nella prima sezione dal titolo “La crisi del sistema” tutti i contributi presentati offrono una panoramica sulle debolezze del sistema che vanno dal tema della frammentazione del sistema, all’assenza della presa in carico, alla separazione del sanitario dal sociosanitario. Sempre nell’ambito della prima sezione, il Dott. Zocchetti restituisce un quadro molto interessante della salute nel nostro paese, mettendo in evidenza aree di bisogno ed evoluzione legate alle modificazioni demografiche in corso.

La seconda sezione, denominata “Le risposte da costruire”, si concentra poi sulle politiche volte ad orientare in modo costruttivo il sistema sanitario e sociosanitario. Sono qui affrontati temi come il ruolo dei Medici di Medicina Generale, la prevenzione, i sistemi di valutazione e le condizioni affinché le organizzazioni pubbliche possano esprimere livelli di performance quali e quantitativi adeguati rispetto ai bisogni della popolazione.

La terza parte raccoglie esperienze interessanti che possono ispirare i processi di cambiamento, esperienze tutte concentrate sul paziente come “centro” di riferimento delle attività sanitarie. Infine, nella quarta sezione dedicata alle conclusioni si propongono delle policy che mettono in rilievo le principali caratteristiche emerse dal Rapporto e che i livelli istituzionali (Stato e Regioni) potrebbero mettere in campo per perseguire concretamente quel principio di universalismo che è il filo rosso di tutto il Rapporto.

Progea e Ri.For.Ma. – Ricerca e Formazione per il Management del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Parma – hanno avuto il piacere di collaborare al Rapporto in modo differenziato, fornendo da un lato supporto in termini di coordinamento, ma anche partecipando alla stesura di alcuni dei contributi confluiti al suo interno. In particolare si è intervenuti con un articolo su ciascuna delle sezioni di cui si è costituito il Rapporto.

La prima sezione, dedicata alle motivazioni della crisi del sistema, ha consentito di dare voce alla tematica estremamente attuale della frammentarietà dell’assistenza sanitaria, la quale è purtroppo ancora caratterizzata da una presa in carico discontinua dei pazienti fragili, in particolare cronici e oncologici, lungo tutte le fasi del percorso di cura (dalla prevenzione alla diagnosi della patologia). Questo è in gran parte attribuibile ad una differente distribuzione dei servizi sul territorio riconducibile a ritmi di sviluppo disomogenei a livello regionale.

La seconda sezione, quella destinata alle possibili risposte da costruire per affrontare, o perlomeno provare ad arginare, la crisi nella quale imperversa il sistema ci ha consentito di trattare altre importanti tematiche come l’appropriatezza dei setting assistenziali quando si tratta di prendere in carico pazienti anziani, che rispondono all’esigenza di mettere al centro i bisogni specifici di questa categoria di pazienti che molto spesso esulano dalla sola componente sanitaria portando in auge la necessità di superare la storica separazione tra sanitario e sociale. In particolare, allontanarsi da un sistema ospedalocentrico, pensato per il trattamento delle acuzie, consentirebbe di liberare ingenti risorse che, se affiancate da politiche idonee di riconversione della spesa, potrebbero essere indirizzate verso setting più idonei come quello domiciliare. Il contributo alla seconda sezione del Rapporto si è esteso anche al tema tanto attuale della motivazione degli operatori, in qualità di elemento determinante per la performance nelle organizzazioni, in particolare nel settore sanitario, dove incide sulla qualità delle prestazioni, sul clima interno e sul benessere organizzativo.

La terza sezione, quella relativa alle esperienze sul campo, rappresenta poi un valore aggiunto del Rapporto in quanto identifica alcuni esempi di quanto già fatto di concreto sul territorio rispetto a quanto auspicato nella sezione precedente. Non si tratta, pertanto, di esperienze destinate ad essere replicate allo stesso modo ovunque, bensì di best practice da prendere come esempio per replicarle e trasferirle anche altrove, tenendo sempre ben presente quelle che sono le peculiarità del territorio in cui si intende agire. Da questo punto di vista si è potuto dar voce a due esperienze in particolare, la prima che vede protagonista l’iniziativa di aggregazione dei Medici di Medicina Generale della Provincia di Lecco, concretizzatasi nella nascita della Cooperativa COSMA, grazie alla quale sono stati attivati oltre 25.000 percorsi di presa in carico mediante la preparazione dei Piani Assistenziali Individuali (PAI) e la seconda che tratta della prima sperimentazione della Legge 33/2023 in favore agli anziani sul territorio ligure. Essa, con l’iniziativa “Neirone in Salute”, restituisce l’esempio di un modello integrato e digitale di Comunità attiva e solidale. Un’esperienza concreta che mira a migliorare la qualità della vita e l’au­tonomia degli anziani, rafforzando la rete socio-sanitaria e di prossimità.

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